Senza Trucco: il documentario di Giulia Graglia il 10 febbraio al Piccolo Apollo a Roma.

Premessone grande come il mare: chi mi conosce sa benissimo quanto non sopporti il concetto di vino naturale quando strumentalizzato per fini commerciali -cioè sempre- e utilizzato come preparatore dei sensi, anteriormente all’assaggio.

Ritengo che si debba dimostrare di saper fare vino mettendo il proprio a confronto con altri. La soddisfazione di aver fatto meglio di altri dimostrerà che ci so fare… la soddisfazione di saperci fare sofisticando poco e inquinando ancora meno, è un grande risultato personale che si riflette sulla collettività e non una pratica che puzza(è il caso di dirlo) di giustificazione. 

Detto questo vi segnalo con grande piacere la prima del documentario di Giulia Graglia e ve lo segnalo perché il valore di chi lo ha realizzato è fuori discussione, come quello delle protagoniste, a prescindere da naturalismi vari. 

G.A.

Senza Trucco, il documentario di Giulia Graglia il 10 febbraio al Piccolo Apollo.

Dopo la presentazione al Festival Cinemambiente di Torino e il Primo Premio al Festival Siciliambiente, il film documentario sulle donne del vino naturale arriva anche a Roma.

La proiezione sarà introdotta da un grande ammiratore di Senza Trucco, Jonathan Nossiter, regista del documentario di culto Mondovino. Saranno presenti in sala la regista Giulia Graglia, il produttore Marco Fiumara e una delle quattro protagoniste, Nicoletta Bocca. Alla proiezione e al dibattito seguirà una degustazione che aprirà ufficialmente un weekend tutto dedicato al vino biologico e che culminerà nella manifestazione Vini Naturali a Roma (11 e 12 febbraio c/o Hotel Columbus, via della Conciliazione, 33).

L’appuntamento è per venerdì 10 febbraio alle 20.15. al Piccolo Apollo, in via Conte Verde, 51 (c/o Itis Galilei). Ingresso gratuito con sottoscrizione libera.

Senza Trucco. Il film

Girato fra dicembre 2009 e ottobre 2010, seguendo il ciclo stagionale di crescita, maturazione e vendemmia delle uve, Senza Trucco è un singolare mix di autoproduzione e finanziamento “dal basso”. Dopo le riprese, esaurito il budget per la post produzione, gli autori hanno aperto il blog omonimo attraverso cui amici e sostenitori hanno preacquistato  decine di copie del dvd, permettendo così di terminare la lavorazione del film. Le protagoniste sono Dora Forsoni (Poderi Sanguineto), Nicoletta Bocca (San Fereolo), Elisabetta Foradori e Arianna Occhipinti, quattro produttrici di vino biologico e biodinamico. Lontano da una visione bucolica e idealizzante del mondo agricolo, Senza Trucco è il ritratto di donne intense e coraggiose, diverse tra loro ma accomunate da una stessa passione e da un legame profondo con il territorio. Senza Trucco perché queste donne si presentano alla telecamera così come sono, al naturale, immerse nella campagna e nel proprio lavoro. Ma soprattutto perché i vini che fanno  assomigliano loro in maniera sorprendente:  diretti ed energici, prodotti soltanto con uva non trattata e senza interventi chimici in vigna e in cantina.

regia: Giulia Graglia  fotografia: Tarek Ben Abdallah  montaggio: Enrica Gatto  suono: Marco Fiumara – Marco Saveriano – Andrea Viali  musiche: Andrea Beltrando – Mario Incudine – Renato Morelli – Michael Occhipinti  prodotto da: Marco Fiumara per Effetto Notte – Ilaria Paganelli, Valeria Puddu per Planet Image

Vini Veri, Naturali e Sinceri: filosofia di vita o “strategia commerciale”?

Spesso, mi chiedo perché il mondo del vino non abbia una Margherita Hack, non abbia qualcuno in grado di fare chiarezza, con la scienza, per lo smisurato abuso della fantasia che si mette in atto per alimentare un mercato!

Andiamo per ordine. In questi ultimi tempi imperversa il verbo dei vini naturali, veri, sinceri… Tutti ne parlano, nessuno ha ben capito di che si tratta. Qualcuno si è elevato al ruolo di “santone” della categoria e oggi, che il mercato di nicchia premia, i santoni si sono moltiplicati e le faide interne al movimento, per contendersi il potere mediatico, non mancano. Vi ricordate i primi pro-barrique in terra di Langa? Ecco.

Ma voi, avete mai visto il vino in natura? E un vigneto naturale cresciuto spontaneamente?

Questo, solo per porre l’accento di come l’uso improprio di un termine possa creare confusione nel consumatore.

I “verbi” utilizzati, qualche tempo fa erano principalmente due, biologico e biodinamico. Oggi, chi fa fermentare con lieviti indigeni e non selezionati, non utilizza solforosa e lascia che tutto avvenga in maniera casuale e spontanea, si definisce “produttore di vino naturale” e partecipa a manifestazioni dai titoli evocativi.

Ma nello specifico, agricoltura biologica, biodinamica e vini veri, naturali ecc. che cosa sono?

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Regolamento CE 834/07, e dal Regolamento di applicazione CE 889/08, e a livello nazionale dal D.M. 220/95. La Comunità Europea stabilisce che cosa si può fare nel vigneto ma non quello che si può fare in cantina. È certificata e controllata la tecnica e non il prodotto.

L’agricoltura biodinamica è applicata in tutto il mondo dal 1924 da aziende di ogni estensione e tipologia, essa parte dal fondamento che l’azienda agricola è un vero e proprio organismo vivente a ciclo chiuso, inserito nel più grande organismo vivente cosmico, alle cui influenze soggiace. L’agricoltore biodinamico conosce tali influenze e conseguentemente adotta un metodo pratico che le favorisce, col risultato di avere terreni fertili e vitali e prodotti salubri.
È un apporto di conoscenze che si offre a integrazione della cultura agronomica ufficiale, determinandone il rinnovamento in uno spirito più etico ed estetico e che favorisce una nuova professionalità dell’agricoltore, cosciente e corresponsabile.
Dona un nuovo impulso cosmico plasmatore per cui la pianta, da manifestazione di sole forze naturali, sempre più diventa espressione di intervento professionale umano.

Chi certifica è una società che risponde al nome di Demeter:

Il marchio Demeter contraddistingue l’alta qualità del metodo agricolo biodinamico e ovunque uno vada nel mondo lo può trovare. Demeter è un marchio di TUTELA DELLA QUALITA’ BIODINAMICA, è un marchio collettivo internazionale registrato a Ginevra.

È quindi anche un marchio commerciale che vende ai contadini gli stessi prodotti con i quali potranno certificarsi biodinamici.

Poi esistono cose come “Viniveri” “Vinnatur” ecc. che, non sono altro che associazioni di produttori che si danno delle regole come una sorta di disciplinare(un manifesto) su basi biologiche e biodinamiche. Regole che nessuno controlla se siano applicate o meno, ma che da loro il diritto di autodefinirsi “produttori di vino naturale”. Ora c’è chi grida alla certificazione e chi invece all’autocertificazione, accusando magari il vicino di campo di pratiche “illegali” nei confronti della morale del gruppo.

Come ho già scritto il mio timore è che l’utilizzo di termini quali naturali, veri ecc. rischi prima di tutto di essere fuorviante nei confronti del consumatore e in secondo luogo di svilire una filosofia di vita che se testata, potrebbe essere davvero utile per chiunque. In questo momento ha tutta l’aria di una frenetica e ansiosa corsa alla distinzione forzata. Non pensate che troppo fracasso commerciale, possa essere inflazionante per un progetto intelligente, ma che non può ancora avere un fondamento scientifico completo? Non credete che questa forma di “controllo parziale” possa portare troppi produttori “furbi” ad approfittare del miraggio economico, sfruttando un’etica che, di fatto, non abbracciano?

Biologici, biodinamici, certificati, non certificati, autocertificati e in cerca di certificazione. Si parla e si comunica di tutto con grande frenesia e spesso senza ritegno. Lo fanno alcuni giornalisti, alcuni produttori e lo fanno molti consumatori ciclici.

Confusione, che continua a sommarsi a discorsi che spesso, sono privi di attendibilità, o quantomeno d’inconfutabilità.

Facciamo un pochino d’ordine? Ci spiegate qualcosa portando qualche dato significativo?