Ciak si gira. Ti ci porto io!

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Vi ho mai detto quant’è bello Bienno? E la Valcamonica? Ops, credo almeno un milione di volte!! E non ci siete ancora stati? Va bene, vi perdono, ma vedete di organizzare una gita da queste parti! E se non siete … Leggi l’articolo completo

Esperimento spongada

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Come già sapete la spongada è il dolce tipico camuno, diffuso da Ponte di Legno fino a Pisogne, prodotto durante tutto l’anno ma in particolar modo nel periodo pasquale. E’ un dolce semplice negli ingredienti, ma lungo e impegnativo nella … Leggi l’articolo completo

Il consorzio Franciacorta esprime il suo parere sul trattamento dell’amianto a Gianico.

Ho inoltrato una mail al presidente Maurizio Zanella, chiedendo una presa di posizione del consorzio per la tutela del Franciacorta in merito all’impianto di vetrificazione dell’amianto in attesa di approvazione da parte di Regione Lombardia. In pochi giorni ho ricevuto una lettera dal presidente, che ringrazio per la disponibilità e per le belle parole.

Questo il testo completo della lettera.

Gentile Signora Bellini,

La ringrazio per la Sua segnalazione e per la preziosa attività d’informazione e sensibilizzazione che sta operando a difesa del suo territorio.

Quanto descrive nella sua mail e sul blog ‘terruomocielo’, è fonte di forte preoccupazione e di attenzione anche da parte del consorzio per la tutela del Franciacorta.

Attraverso questa mia, desidero esprimerLe la nostra totale contrarietà ed il nostro disaccordo in merito al progetto per la realizzazione dell’impianto di trasformazione dell’amianto in Vallecamonica di cui ci ha informato. Infatti, oltre alle incognite relative al reale impatto di tale impianto sulla salute dei vostri cittadini, ci preoccupa non poco l’eventuale circolazione di amianto anche sulle strade del lago d’Iseo e in particolare della Franciacorta.

Quanto sopra rischierebbe di compromettere l’equilibrio di un territorio splendido, sempre più visitato ed apprezzato da un turismo in continua crescita, con le drammatiche ricadute negative immaginabili sotto ogni punto di vista: sociale, economico, produttivo, ambientale.

Tuttavia è doveroso La debba informare che – a differenza di altre analoghe situazioni nell’ambito della zona da noi tutelata (anche se solo a livello vitivinicolo) siamo intervenuti nelle sedi opportune- non avendo giuridicamente e legalmente nessun tipo di competenza al di fuori del nostro territorio non potremo intervenire appoggiandoVi addivenendo alle vie legali.

A fronte di quanto detto resto a sua disposizione e Le rinnovo i più sinceri sentimenti di gratitudine per quanto sta facendo, cordialmente

Maurizio Zanella.

manifestazione no amianto

Per preparare al meglio la manifestazione di sabato, ci troviamo venerdì 24 alle 20:45 presso la saletta del municipio di Gianico!

Sono ammesse lenzuola, carta, cartelloni e quant’altro serva per manifestare.

comitato no amianto Gianico, prossime mosse.

Il comitato di cittadini NO AMIANTO di Gianico si è riunito ieri sera, per discutere e pianificare le prossime azioni. Ecco il documento della riunione:

Il Comitato No amianto di Gianico

e della Valle Camonica

si è riunito per fare il punto della situazione dopo la prima Conferenza dei Servizi che si è svolta a Milano il 19 gennaio scorso.

Registriamo che a questa prima conferenza dei servizi era assente la Provincia, con i suoi funzionari, Ente che avrebbe dovuto portare un suo  importante contributo alla valutazione  dell’impianto di trattamento dell’amianto in esame, soprattutto in merito all’impatto ambientale.  Perché questa assenza e soprattutto quali esiti avrà nelle prossime scadenze?

Registriamo che è stata subito  bocciata una osservazione a nostro parere basilare, quella che il detto impianto è incompatibile con il PGT del Comune di Gianico, che stabilisce che nell’area artigianale e industriale non possono essere installati processi di lavorazione dannosi per la popolazione  o per l’ambiente. In caso di autorizzazione della Regione toccherebbe al Comune modificare il suo PGT, mettendo bene in chiaro che  l’autorità della Regione può annullare le regole che le comunità locali si sono date. Questa è la loro democrazia!

Tutte le nostre osservazioni rimangono valide, confortate anche dai pareri espressi dall’ARPA e dall’ASL  in sede regionale. Siamo di fronte ad un progetto, scritto in modo accademico, che presenta troppi elementi di incertezza e pericolosità, in assenza di ogni forma di controllo esterno all’azienda.

La nostra mobilitazione continua

Prosegue la raccolta firme di adesione al Comitato

Tutti possono firmare nei loro Comuni

Organizzeremo dibattiti E PUNTI DI RACCOLTA FIRME

 

Chiediamo l’aiuto di tutti a fare informazione e a dare una mano  per organizzare attività di mobilitazione.

 

Prepariamoci ad una mobilitazione quando ci sarà  prossimamente il sopralluogo della Regione  a Gianico nella zona dove dovrebbe sorgere l’impianto. Vi comunicheremo la data.                                                                

                                                                                                              IL COMITATO      

noamiantovalcamonica@libero.it

No amianto in Valcamonica, prima conferenza di servizio in regione.

Si è svolta  giovedì 19 Gennaio la prima delle numerose conferenze di servizio che discuteranno la richiesta di Scabi spa per la costruzione di un impianto per lo smaltimento dell’amianto a Gianico, che prevede la trasformazione di questo pericoloso materiale in un prodotto non più nocivo e riutilizzabile. SENZA GARANTIRE LA NON FUORIUSCITA DI FIBRE D’AMIANTO DURANTE LA LAVORAZIONE DELLO STESSO. Come promesso, questo blog cercherà di tenervi aggiornati facendosi voce del comitato di cittadini che si è costituito e che sta diffondendo le informazioni. Di seguito la mail del comitato.

Erano presenti i diretti interessati (La Scabi con propri tecnici e rappresentanti dell’università che ha brevettato? questo procedimento), La Regione con i vari funzionari, il Comune di Gianico, Il Comune di Darfo, Il Comune di Pisogne, l’ASL di Vallecamonica, L’Arpa di Brescia.

La Provincia ha fatto pervenire un documento che comunicava la propria assenza giustificando il poco tempo di preavviso dalla convocazione della stessa conferenza e chiedendone il rinvio, ma la Regione ha bocciato il rinvio in quanto diceva che gli Elaborati tecnici del progetto e la domanda li aveva a disposizione dal 17 Novembre 2011, tempo sufficiente per l’analisi.

Ovviamente nè noi del comitato, nè le associazioni sindacali nè Legambiente non siamo stati invitati in quanto alla Conferenza possono partecipare soltanto gli enti territoriali.. (io sono stato contattato mercoledì sera alle 18:30 dal funzionario della Regione che mi comunicava l’impossibilità di invitarci alla conferenza ma la possibilità di richiedere un incontro apposito per esporre le nostre ragioni).

Dalle notizie comunicateci ieri sera (venerdì 20/01) dal Sindaco del Comune di Gianico possiamo riassumere così:

Presentate due pregiudiziali del Comune:

la prima è l’incompatibilità delle lavorazioni con le norme tecniche del PGT che escludono dalla zona in oggetto le lavorazioni pericolose.

La regione l’ha bocciata in quanto, se la Scabi otterrà l’autorizzazione, questa scavalca d’ufficio le norme del PGT e quindi lo stesso viene modificato per la zona in questione! Democratico direi…

la seconda che la stessa Scabi è già in possesso di un’ AIA (autorizzazione impatto ambientale) per il laminatoio, ma è stata bocciata perchè loro stessi hanno dichiarato che in caso di rilascio dell’AIA per la lavorazione dell’Amianto lascierebbero quella per i Laminatoi.

Escluse queste due pregiudiziali è iniziata la conferenza.

Presntato il progetto la Scabi dice che non è vero che si consumerà 1 milione di Euro di metano al mese ma molto molto meno… senza precisare.Poi fanno notare che non ci sarà consumo e sversamento di acqua perchè il raffreddamento avviene ad aria!!! peggio ancora… ma nel progetto non è indicato così… e viene verbalizzato.

Dopo la presentazione del progetto sono intevenuti tutti i soggetti esponendo le proprie ragioni.

Il Comune di Gianico eccepisce tutte le proprie contrarietà in modo netto e deciso. Comunicando che sono già state raccolte in 4 gg 7000 firme e che per la prossima conferenza se ne porteranno molte di più..

Il sindaco di Darfo ci va pesante ricordando alla Regione che 3 anni fa ha firmato un accordo con loro per il rilancio delle Terme di Boario … la Fabbrica della Salute alla quale adesso affiancare la fabbrica della Morte, facendo anche notare che è proprio vicina all’abitato…

L’Arpa ha fatto le pulci a tutto il progetto (confortante).

L’ASL di Vallecamonica si è opposta in maniera netta ricordando tutto quello che è già successo in Valle,  facendo presente anche la pericolosità delle strade e , dati statistici alla mano, informando di come la nostra Asl sia una delle prime (se non la prima) PER MORTI DI FORME TUMORALI IN TUTTA ITALIA…

Altri interventi sui dubbi sanitari dagli esperti medici della Regione..

Conclusione:

Il procedimento è stato aperto, il prossimo passo è il sopralluogo della conferenza nel sito dove verrebbe realizzato l’impianto. questo dovrebbe avvenire nel giro di 30gg... li aspetteremo a braccia aperte!!!

Abbiamo cercato di riassumere brevemente quello che siamo riusciti a raccogliere.

Vi informiamo che abbiamo inviato una lettera congiunta tra il Comitato e l’Amministrazione Comunale di Gianico a tutti i Sindaci del comprensorio nella quale chiediamo la disponibilità a raccogliere le firme in tutti i loro municipi.

A breve si riunisce il comitato per decidere le prossime mosse che possono essere quelle di scendere nelle piazze, nei mercati ecc.. a sensibilizzare sulla questione e a raccogliere firme..

NON BISOGNA CALARE L’ATTENZIONE

A presto

IL COMITATO

Il comitato si riunisce mercoledì 1 Febbraio presso la sala a piano terra del comune di Gianico alle ore 20.30, per discutere le prossime iniziative da attuare. Sicuramente c’è da organizzare l’accoglienza per la delegazione che entro 30 giorni verrà in sopralluogo al sito. 

La fabbrica della salute, la fabbrica della morte.

Ho partecipato all’assemblea pubblica per il no amianto a Gianico.

La cosa che mi è restata più impressa è che la tecnologia su cui sarà basato questo impianto è stata testata solo in laboratorio. In merito alla tossicità, le prime otto prove hanno dato “risultati parziali”, la nona “buoni”. Puntiamo su queste probabilità per bruciare 78.000 tonnellate all’anno  di amianto (con possibilità di aumento)  per i prossimi vent’anni?

Prima di tutto i rischi per la salute. Dobbiamo informarci sulle conseguenze che potremo avere sulle nostre esistenze, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Iniziare a parlare di mesotelioma. Cercare cos’è successo e cosa ancora sta succedendo a Casale Monferrato.

Tutto il resto viene dopo: il trasporto, le strade inadeguate, lo stoccaggio, gli imballaggi, la zona morfologicamente inadeguata a sopportare l’impianto, il voler cancellare gli investimenti in chiave turistica con un camino che, fino a prova contraria, può emettere fibre d’amianto.

La fabbrica della salute è lo slogan pubblicitario delle terme di Boario, che negli ultimi anni hanno goduto di investimenti da parte di un imprenditore camuno sicuramente legato al territorio, che crede nello sviluppo turistico e  così facendo ha creato posti di lavoro, che per mia personale stima superano i 30 promessi dalla fabbrica della morte. Distanza tra le terme e il sito industriale: 3 virgola 5 km.

Giovedì in regione si terrà la prima conferenza di servizio con oggetto la richiesta di valutazione di impatto ambientale di Scabi spa per la costruzione di questo impianto. Gli assessori di pd, lega e Idv si sono espressi contrari, alcuni sindaci camuni, CGIL e CISL e il comitato NO AMIANTO saranno presenti giovedì al Pirellone, per portare il dissenso del territorio anche attraverso le firme raccolte (e che si continua a raccogliere). Questa è solo la prima tappa di un lungo iter che potrebbe durare parecchi mesi. NON DEVE CALARE L’ATTENZIONE SU QUESTO ARGOMENTO, per non arrivare a lamentarci a giochi fatti senza esserci mai interessati della questione.

L’amianto va smaltito. Ma finché non avremo una tecnologia INNOCUA per farlo, preferisco venga stoccato in discarica e conservato. Non sarà la Valle Camonica, né – mi auguro –  nessun altro territorio e nessun’altra popolazione,  a fare da cavia su larga scala per tecnologie ancora chiuse in un laboratorio.

Sorprese camune

Uno dei motivi per cui amo il mio territorio è la capacità di sorprendermi. Provate a visualizzare la Valcamonica: montagne, prealpi, vallate, freddo, latticini e burro. E pensate bene. Nordici geograficamente, e di conseguenza nelconsumo dei prodotti alimentari. Ma, come dicevo prima, la Valle sa sorprendermi anche qui. Avete presente Bienno? Non certo il posto ideale per far crescere piante d’olivo. Per la verità crescono, ne ho due in giardino, ad uso ornamentale, ma mai avrei pensato che in questo splendido borgo l’olea europea potesse portare a maturazione i suoi frutti.

In occasione della frangitura e quindi dell’arrivo dell’olio nuovo, sono stata invitata alla cena di presentazione dello stesso da parte della famiglia Gatti, titolari della  trattoria vineria “la Barbatella” a Pian di Borno; l’olio prodotto nel giardino di casa a Bienno protagonista di una cena offerta ai clienti-amici per festeggiare l’evento.

Quest’olio è ad uso strettamente familiare, anche perchè 40 piante (varietà frantoio, pendolino, leccino e moraiolo) nell’appezzamento dietro casa riescono a dare circa 4 quintali di olio, che smistati tra figli e parenti finisce subito. E quest’anno è andata peggio, la mosca dell’olivo e la grandine hanno ridotto la produzione a soli 40 litri. Calcolando la spesa del frantoio (Vertine a Sulzano) e la fatica per la raccolta, direi che resta la grande soddisfazione di produrre olio extravergine d’oliva a Bienno. E per di più buono. Profumato, per nulla amaro, delicato, come quelli del lago d’Iseo, lascia un leggero e piacevole pizzicore in fondo al palato, una nota strong, come a ricordarmi dove è nato, guardando a sud est il borgo della ferrarezza.

Bruschette, uova sode, bollito misto e gelato alla panna. TUTTO da ricoprire d’olio. Al mio tavolo, Barbera d’Alba 2006 Germano Ettore e Nebbiolo 2009 Adriano.

Un grazie a Luigino e a Silvia per l’invito, e per averci mostrato una magia inaspettata e sorprendente, opera della natura in questo nostro splendido territorio.

La Barbatella di Gatti Luigino
Via XXIV Maggio, 2
25052 Piancogno
0364 466 799

SETTIMANE DELLA GASTRONOMIA CAMUNA

Dal 24 settembre e fino al 6 Novembre in circa 30 ristoranti della Val Camonica si potranno gustare i menù proposti per le “settimane della gastronomia camuna” , interessante iniziativa giunta alla decima edizione. Il Gruppo Ristoratori Vallecamonica sostenuto dalla Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici -FIEPeT CONFESERCENTI   presenta i prodotti tipici, le materie prime reperite dalle aziende della zona, e naturalmente, il vino prodotto in valle.

Mi chiedo: perché solo in alcune settimane dell’anno? Escluse poche realtà, è normale trovare nei ristoranti camuni cibi totalmente slegati dal territorio. Numerose cene a base di pesce, abbuffate di  paella, (arrivano inviti su fb) ma mai una serata dedicata, che ne so, alla salciccia di castrato. Abbiamo tante cose buone da far conoscere ai turisti e da riscoprire ai camuni, ma mangiamo gamberi (raramente una trota, o  pesce di lago).

Grandi assenti dai menù: la sopracitata salciccia di castrato, e un dolce che unisce la valle, dal lago al tonale: la spongada.

Questa pasta lievitata può essere servita “liscia” con un calice di vino dolce, ma può essere usata come base per innumerevoli semifreddi, servita con creme e mousse di ogni genere. Assente. Non pervenuta.

Positivo invece l’aver trovato, tra le proposte dell’agriturismo le frise, il fiurit, una crema ottenuta scaldando il siero avanzato dopo aver fatto il formaggio e il latì rimasto dalla produzione del burro. Al momento non ho ancora trovato un simile prodotto caseario al di fuori della valle, e qui è talmente ricercato che in malga, andandoselo a prendere (rigorosamente su prenotazione), si pagano 5 € per un litro e mezzo.

Rileggo i menù. Mi è venuta fame. ;)

Leggeteli e poi ditemi se non vi fanno lo stesso effetto.