E anche sto Vinitaly, se o semo levati…

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Stavolta il titolo è esclusivamente ironico, perché non posso esimermi dal dire che tutto è andato bene, a tratti benissimo. La macchina organizzativa del Consorzio Franciacorta ha fatto un ottimo e impeccabile lavoro. Arianna, Alessandra… tutti hanno saputo gestire al … Leggi l’articolo completo

EWBC: Thanks to all!

È stato emozionante trovarmi la città invasa da blogger provenienti da ogni parte del mondo. Il provincialismo bresciano sdoganato da oltre duecento appassionati di vino che hanno scritto in rete, ripetendole per migliaia di volte, le parole Brescia e Franciacorta. Hanno postato fotografie, pranzato nei locali del centro… hanno visitato la Franciacorta e cenato in qualche cantina… insomma, un’operazione mediatica straordinaria che ha visto protagonista il nostro territorio, come non è mai accaduto prima.

È stato davvero entusiasmante ed è fondamentale ricordare che tutto è partito dalla brillante intuizione di Lucia Barzanò, che lo scorso anno –reduce dalla partecipazione all’EWBC 2010- ha capito la potenzialità della cosa e ha presentato in Consorzio Franciacorta la possibilità di una candidatura per l’anno successivo, che ha poi preso forma grazie grazie al Consorzio stesso e all’appoggio logistico(e non solo) del Comune di Brescia.

Qualcuno ha colto la potenzialità dell’evento solo in corso d’opera(meglio tardi che mai), altri non l’hanno capita affatto e mi chiedo se la nostra informazione locale, profondamente latitante, crede di essere ancora negli anni ’80. Non pervenuti.

Personalmente ne esco arricchito nell’animo: ho rafforzato l’amicizia con una delle persone più eclettiche e profonde che abbia mai incontrato: Jeremy Parzen. Abbiamo parlato di vino, di vita, di sogni e di progetti. Non ha mai smesso di parlare di Tracie e della piccola Giorgia, che nascerà tra un paio di mesi, e anche quando non ne parlava, si leggeva sul suo viso la malinconia che solo la distanza dall’amata fa trasparire. Abbiamo anche bevuto del buon vino (molto vino)che la situazione ha reso indimenticabile. Grazie Man!

Ho conosciuto personalmente amici con i quali dialogo -da tempo- in rete e ne ho rivisti altri con grande piacere. Un grazie va certamente a Robert, Gabriella e Ryan per aver scelto Brescia e la Franciacorta e per non aver mai perso il sorriso, nonostante i piccoli difetti di carattere organizzativo che si sono presentati.

Mi auguro che tutti quanti (tutti i 215 blogger)abbiano trovato nel nostro territorio qualcosa di stimolante da raccontare con quel trasporto, che solo le cose straordinarie sanno generare. E il nostro territorio è indubbiamente straordinario. ;-)

Grazie a tutti.

Il nostro Vinitaly

A distanza di due mesi eccomi a raccontare il nostro Vinitaly. Infatti quest’anno per la prima volta ho deciso di far partecipare le aziende che seguo nel progetto TerraUomoCielo a quello che è considerato uno dei tre eventi più importanti del mondo vinicolo.

vinit09A prescindere dalle polemiche che hanno anticipato e seguito l’evento, relativamente ad altre manifestazioni che si sono svolte nello stesso periodo, posso dire con certezza che nel nostro caso, sia stato un vero successo. Unendo le forze tra Colline della Stella e Camossi, abbiamo preso “ben” 16 metri quadri di stand all’interno dello spazio riservato alla Franciacorta, spazio nel quale purtroppo non abbiamo potuto esporre i vini di Cantrina. Ho detto esporre, in quanto essendo lo spazio oltre che delle aziende anche del progetto, abbiamo potuto far degustare a clienti ed amici anche i vini di Cristina e Diego che “abbiamo tenuto sottobanco”.

cantrina logo

Certo, il nostro spazio non è stato di certo preso di mira dalla massa, in quanto i nomi delle aziende non producono l’eco della “Milano da bere”. La nostra partecipazione è stata annunciata con un comunicato stampa, inviato a chi di dovere, solamente tre giorni prima dell’inizio della manifestazione in quanto nei giorni precedenti mi trovavo negli Stati Uniti. Mi rendo conto che i giornalisti in quel periodo siano subissati da cose del genere ma del resto non ho potuto farci nulla, anzi devo ringraziare la cara amica Francesca, indispensabile nell’aiutarmi a mettere assieme quelle “quattro righe”. Cinque giorni davvero frenetici, cadenzati da un incredibile afflusso di persone. Molti giornalisti tra cui alcuni amici come Francesco Falcone e Jeremy Parzen, nella foto con Andrea Arici e il professor Attilio Scienza, una moltitudine di ristoratori quasi sempre accompagnati da quelli che definisco i Comunicatori (lo so, devo ancora aggiornare la pagina relativa su questo blog) cioè coloro che hanno scelto di credere in questo progetto e nelle sue aziende, una scelta determinata dalla conoscenza del vino e dalla passione che li contraddistingue dalla massa.

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Nicola Chiavegato responsabile per la zona di Verona, Matteo Lazzari e Franco Ceranto per Vicenza, Beppe Gastaldi Danilo Donati e Mauro Begni per Brescia e Bergamo, Carlo Gola per Mantova, Roberto Conte per Treviso e Venezia, Adriano Azzarri per Firenze, Adriano Mellano per Cuneo, i fratelli Bonato per la zona di Udine, i fratelli Torri per Parma Modena e Reggio, Maurizio Cavalli per tutta l’Emilia Romagna, si sono impegnati, chi più chi meno ma tutti con grande entusiasmo, nel portare a conoscenza l’essenza di questo progetto a quella parte di ristorazione consapevole e ancora smaniosa di mettersi in discussione e di scoprire cose nuove, nel nome dell’agricoltura enoica. E’ a queste persone che va il mio più grande ringraziamento, è anche a loro che si deve riconoscere il successo di questo progetto. Per il prossimo anno stiamo cercando di attuare una formula che possa permettere anche a Cantrina, e probabilmente ad un’altra azienda che verrà, di poter essere presenti in prima persona nello stand di TerraUomoCielo per comunicare insieme il linguaggio della Terra dell’Uomo e del Cielo presente nelle loro uniche produzioni.

Quando meno te l’aspetti…

Spesso mi si chiede cosa mi renda felice. A volte fatico a rispondere, in quanto io mi sento molto felice! Impiego il 90% del mio tempo per fare ciò che mi piace, fregandomene altamente delle “bombe” che mi cadono accanto. Mia madre mi adora (anche se non le porto le camicie a stirare) e mio padre pure (a lui porto la Vespa a riparare). Mia sorella, nonostante quel velo di “acidità”, son certo mi adori. Gli amici, quelli veri, quelli non opportunisti, quelli che ci sono proprio perché non ti rompono le palle sempre, hanno di me grande considerazione (almeno spero) . Non mi appassionano le auto, in quanto sono un pessimo guidatore (riesco a fare la fiancata alla Smart in parcheggio) tantomeno il calcio, anche se simpatizzo Inter, per via di uno scambio culturale avuto tempo fa, con un amico sfegatato per il calcio, che sono riuscito negli anni a convertire al rugby. La mia passione è il vino e credetemi, incontrare in questo mondo persone che si interessano di te per quello che fai, sorvolando magari sugli aspetti comportamentali, (per i quali riconosco di non essere un principe) non ti porta certamente danaro o ti permette ti pagarti il mutuo, ma dal mio punto di vista, è la più grande soddisfazione. Infatti, inventarsi una professione, mettendosi in discussione in prima persona come sto facendo io tutti i giorni, non è cosa particolarmente remunerativa, ma quando due persone che stimi da anni (una di loro da anni, l’altra ho avuto modo di conoscerla personalmente un anno fa) capiscono ciò che fai, credono in quello che fai e senza che ti chiedano nulla capisci che ti stimano e che credono in te, è una delle cose più gratificanti del mondo. Il mondo del vino (come molti altri) è tatuato da conflitti d’interessi, amicizie d’interesse, poca obiettività e molta velata corruzione. Io non chiedo nulla a nessuno, sono solito ad arrangiarmi e le persone che posso considerare amiche in questo mondo, si possono contare sulle dita di una mano. Tra queste “dita” devo citarne due sopra tutte: Franco Ziliani, il quale è stato il primo Giornalista a volersi interessare ad una delle aziende da me seguite, Colline della Stella, senza che nessuno lo chiamasse, senza  che nessuno gli offrisse nulla, senza che lui pretendesse qualcosa. E’ arrivato in azienda in punta di piedi, accompagnato da Rosanna Ferraro, per sua scelta e con un umiltà ed un rispetto per il nostro lavoro davvero encomiabile. Ha degustato i vini e ne ha espresso un suo personale giudizio. Ha fatto ciò che ti aspetti da tutti coloro che svolgono attività informativa nel mondo del vino, solo che troppo spesso, le persone preposte per fare questo ti offrono anticipatamente il costo di una pubblicazione ancor prima di degustare i vini. Lui ha fatto e scritto ciò che ha voluto, senza chiedere nulla a nessuno, e questo è stato l’inizio di quella che oggi mi permetto di definire una rispettosa e profonda amicizia. L’altra persona si chiama Jeremy Parzen, conosciuta grazie a Franco lo scorso autunno. Uno straordinario pazzo americano, con una cultura del vino ed un palato, di assoluto rilievo. Basti pensare che lo scorso anno, dopo la visita alla Ca’ del Bosco nella quale ci siamo bevuti (perché certe cose non puoi non berle) una straordinaria bottiglia del ’79 tirata con tappo fungo e “degorgiata al volo” e cenato alla Dispensa Pani e Vini da Vittorio Fusari, è stato ad ascoltarmi ed ha voluto bersi sia il vino di Andrea Arici che quello di Camossi (il rosè). Mi ha sopportato, in sostanza, e lo scorso aprile è venuto pure a trovarmi al Vinitaly, nel nostro piccolo stand. Abbiamo dato un passaggio a lui e al suo amico (del quale non ricordo il nome e me ne scuso) a bordo di una piccola Ford Fiesta, sulla quale eravamo in sei, fino al centro di Verona. E nonostante tutto ha voluto scrivere di me sul suo blog, definendomi “the Bruce Springsteen of Italian sparkling wine”. Un grande onore per me. Oggi, quando ho visto il mio faccione pubblicato su quelle pagine, mi sono commosso nello stesso modo di quando Franco, pubblicò il mio ricordo dedicato a Gianni Masciarelli. Queste sono per me le più belle gratificazioni per la vita che ho scelto. Queste sono per me le emozioni più belle che si possano provare nel mondo nel quale opero. Avere il rispetto e la stima di due persone che hanno scelto, come ho fatto io, la strada della passione scevra da banali interessi.

 

Grazie di cuore.