manifestazione no amianto

Per preparare al meglio la manifestazione di sabato, ci troviamo venerdì 24 alle 20:45 presso la saletta del municipio di Gianico!

Sono ammesse lenzuola, carta, cartelloni e quant’altro serva per manifestare.

comitato no amianto Gianico, prossime mosse.

Il comitato di cittadini NO AMIANTO di Gianico si è riunito ieri sera, per discutere e pianificare le prossime azioni. Ecco il documento della riunione:

Il Comitato No amianto di Gianico

e della Valle Camonica

si è riunito per fare il punto della situazione dopo la prima Conferenza dei Servizi che si è svolta a Milano il 19 gennaio scorso.

Registriamo che a questa prima conferenza dei servizi era assente la Provincia, con i suoi funzionari, Ente che avrebbe dovuto portare un suo  importante contributo alla valutazione  dell’impianto di trattamento dell’amianto in esame, soprattutto in merito all’impatto ambientale.  Perché questa assenza e soprattutto quali esiti avrà nelle prossime scadenze?

Registriamo che è stata subito  bocciata una osservazione a nostro parere basilare, quella che il detto impianto è incompatibile con il PGT del Comune di Gianico, che stabilisce che nell’area artigianale e industriale non possono essere installati processi di lavorazione dannosi per la popolazione  o per l’ambiente. In caso di autorizzazione della Regione toccherebbe al Comune modificare il suo PGT, mettendo bene in chiaro che  l’autorità della Regione può annullare le regole che le comunità locali si sono date. Questa è la loro democrazia!

Tutte le nostre osservazioni rimangono valide, confortate anche dai pareri espressi dall’ARPA e dall’ASL  in sede regionale. Siamo di fronte ad un progetto, scritto in modo accademico, che presenta troppi elementi di incertezza e pericolosità, in assenza di ogni forma di controllo esterno all’azienda.

La nostra mobilitazione continua

Prosegue la raccolta firme di adesione al Comitato

Tutti possono firmare nei loro Comuni

Organizzeremo dibattiti E PUNTI DI RACCOLTA FIRME

 

Chiediamo l’aiuto di tutti a fare informazione e a dare una mano  per organizzare attività di mobilitazione.

 

Prepariamoci ad una mobilitazione quando ci sarà  prossimamente il sopralluogo della Regione  a Gianico nella zona dove dovrebbe sorgere l’impianto. Vi comunicheremo la data.                                                                

                                                                                                              IL COMITATO      

noamiantovalcamonica@libero.it

La fabbrica della salute, la fabbrica della morte.

Ho partecipato all’assemblea pubblica per il no amianto a Gianico.

La cosa che mi è restata più impressa è che la tecnologia su cui sarà basato questo impianto è stata testata solo in laboratorio. In merito alla tossicità, le prime otto prove hanno dato “risultati parziali”, la nona “buoni”. Puntiamo su queste probabilità per bruciare 78.000 tonnellate all’anno  di amianto (con possibilità di aumento)  per i prossimi vent’anni?

Prima di tutto i rischi per la salute. Dobbiamo informarci sulle conseguenze che potremo avere sulle nostre esistenze, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Iniziare a parlare di mesotelioma. Cercare cos’è successo e cosa ancora sta succedendo a Casale Monferrato.

Tutto il resto viene dopo: il trasporto, le strade inadeguate, lo stoccaggio, gli imballaggi, la zona morfologicamente inadeguata a sopportare l’impianto, il voler cancellare gli investimenti in chiave turistica con un camino che, fino a prova contraria, può emettere fibre d’amianto.

La fabbrica della salute è lo slogan pubblicitario delle terme di Boario, che negli ultimi anni hanno goduto di investimenti da parte di un imprenditore camuno sicuramente legato al territorio, che crede nello sviluppo turistico e  così facendo ha creato posti di lavoro, che per mia personale stima superano i 30 promessi dalla fabbrica della morte. Distanza tra le terme e il sito industriale: 3 virgola 5 km.

Giovedì in regione si terrà la prima conferenza di servizio con oggetto la richiesta di valutazione di impatto ambientale di Scabi spa per la costruzione di questo impianto. Gli assessori di pd, lega e Idv si sono espressi contrari, alcuni sindaci camuni, CGIL e CISL e il comitato NO AMIANTO saranno presenti giovedì al Pirellone, per portare il dissenso del territorio anche attraverso le firme raccolte (e che si continua a raccogliere). Questa è solo la prima tappa di un lungo iter che potrebbe durare parecchi mesi. NON DEVE CALARE L’ATTENZIONE SU QUESTO ARGOMENTO, per non arrivare a lamentarci a giochi fatti senza esserci mai interessati della questione.

L’amianto va smaltito. Ma finché non avremo una tecnologia INNOCUA per farlo, preferisco venga stoccato in discarica e conservato. Non sarà la Valle Camonica, né – mi auguro –  nessun altro territorio e nessun’altra popolazione,  a fare da cavia su larga scala per tecnologie ancora chiuse in un laboratorio.

Assemblea Pubblica Gianico NO AMIANTO

Domani sera MARTEDI’ 17 GENNAIO alle 20.30, presso la biblioteca comunale di Gianico (BS), si terrà un’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione comunale. Si discuterà del progetto di STUPRO DEL TERRITORIO di cui vi ho parlato qui.

Ci saranno il sindaco e l’amministrazione di Gianico, il comitato NO AMIANTO e spero tanti rappresentanti degli enti comprensoriali, dei comuni vicini, e i politici locali. Lo spero perché ci sono tante domande a cui dovranno dare risposta, in primis rendere conto ai camuni del perché una notizia di questo calibro sia stata diffusa solo pochi giorni prima del termine stabilito per la presentazione delle osservazioni, stabilito dalla regione Lombardia per oggi 16 gennaio.

Fa un po’ pensare che dalla presentazione della domanda in regione da parte delle ferriere Scabi datata 17 Novembre 2011, il comune abbia emanato il suo comunicato stampa, con relativa presa di posizione e diffusione della notizia, solo venerdì 13 Gennaio 2012.

L’assemblea è pubblica, quindi, tutta la popolazione interessata è invitata a partecipare.

Vorrei chiedere una cosa anche al sig. Bellicini delle ferriere Scabi, ma credo non sarà presente. La storia imprenditoriale della sua famiglia mi è nota, ci mancherebbe. E’ nata a Bienno, con una fucina dove si lavorava ferro battuto, dove l’energia generata dal sistema idraulico del vaso re ha permesso il fiorire di un’economia non indifferente SENZA INQUINARE, DISTRUGGERE, E DEVASTARE IL TERRITORIO. Vorrei che il sig. Bellicini tornasse indietro per un attimo, per poter guardare un po’ più avanti. Per immaginarsi il futuro che un’ azione imprenditoriale come la sua prospetterà a questa Valle. Per i suoi nipoti, e anche per i miei.