Il caso Monte Isola arriva a Roma

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Ricevo e pubblico da Stefania Itolli, attivista dell’associazione “Brescia per passione”. G.A. Ecomostri sul lago d’Iseo: i senatori Della Seta e Ferrante chiedono al Ministro dei beni culturali di intervenire per tutelare Monte Isola Il circolo ECODEM di Brescia si … Leggi l’articolo completo

Condividete e firmate se credete davvero che il Mondo si possa migliorare.

Questo appello è rivolto agli amici, ai nemici, a chi conosce il significato profondo della parola Territorio e l’importanza della sua tutela, a chi ama il vino e a chi possiede una sensibilità capace di guardare al futuro di tutti. Ai blogger, tutti.

Di certo se guardiamo l’obiettivo nel suo insieme, migliorare il Mondo intero appare opera assai ardua e se poi si pensa di farlo in un colpo solo si rischia di essere inghiottiti da depressione da “idee utopiche”. Credo nei piccoli ma pesanti passi, ai successi fatti di obiettivi concreti e come me, l’associazione Brescia per Passione  che mi porta a conoscenza questo importantissimo progetto:

È necessario che le istituzioni riconoscano il Parco della Macogna, così che un’area già sfruttata non lo possa essere ulteriormente, perché possa tornare allo splendore di un tempo e a uso futuro di tutti. La politica da sola non è ancora in grado di comprendere l’importanza della tutela del territorio, perché è incapace di pensare a un interesse futuro e che riguardi la collettività, quindi dobbiamo aiutarla ancora -a un passo dal 2012- con un foglio con sopra un sacco di firme. Loro guarderanno inebetiti il foglio, come se fosse l’opera prima di un artista sconosciuto ma a quel punto, solo a quel punto, dovranno cambiare rotta.

Cominciamo da qui. Firmate questo appello.

Grazie

Giovanni Arcari

Gianfranco Comincioli: l’Olio che mi ha stupito

Ci sono cose per le quali andare orgogliosi nel mio territorio, nella mia meravigliosa Provincia presa troppo spesso a calci in faccia da amministratori incompetenti, presuntuosi e profondamente dannosi per la società e che credono di giocare a “Millionaire City” con il futuro di tutti.

Gianfranco Comincioli, con i suoi prodotti, rappresenta un punto fermo nell’ancor troppo confusa Valténesi. Oltre ai vini, impeccabili e profondamente espressivi, c’è l’olio. Un prodotto la cui cultura nel consumatore, è distante anni luce dalla realtà. Sottovalutato e inflazionato da produzioni industriali che l’hanno dipinto come un qualcosa di poco valore, l’olio che sta alla base della cultura italiana non vive facili momenti.

A casa di Nico non manca mai, fra gli altri, l’olio di Comincioli e durante l’ultimo dei nostri turbolenti traslochi (in questo caso il suo), me ne sono accaparrato una bottiglia.

“Numero 1” è un blend di dieci monocultivar denocciolate coltivate in Valténesi.

Ora, chi vi scrive è un profano privo di cultura olearia ma che ama e riconosce quando un olio è ossidato, puzzolente o cattivo(e ce ne sono tanti sugli scaffali dei supermercati) e questo accade in media dopo un anno di bottiglia…

Quest’olio è stato raccolto nel 2008 (certamente non è più in commercio) e la cosa straordinaria è la sua freschezza, la sua assenza quasi totale di fastidiose e maleodoranti ossidazioni. È ancora buonissimo e goloso. È certamente da provare!

Un progetto per salvare il vigneto urbano più grande del mondo, esiste.

La Vigna del Castello di Brescia non è solo il vigneto urbano più grande del mondo ma anche la raffigurazione vivente dei resti di una cultura che si è persa, alla quale si sono preferite forme di sviluppo che oggi palesano importanti difetti strutturali.

Il Ronco Capretti deve essere considerato alla stessa stregua di un museo che racchiude le tracce del passaggio di una cultura rurale, fortemente votata alla viticoltura. È un anello di congiunzione tra le zone vinicole di tutta la Provincia, con una funzione catalizzante per il messaggio che -le stesse- intendono divulgare a vantaggio di ognuno dei sistemi vitivinicoli che rappresentano, a favore della tutela di ogni territorio o di quello che ne è rimasto.

Nel 2006 ho redatto un progetto per tutelare la vigna, che ho già presentato al Sindaco di Brescia. Un progetto che intende tornare a sensibilizzare i bresciani attorno al vigneto, sia in chiave economica sia culturale. Vuole essere uno strumento di tutela con il fine che il Ronco Capretti, sia riconosciuto patrimonio della città e dei cittadini rendendolo intoccabile per sempre.

Dal 2000 coltiviamo (con Andrea Arici) gli antistanti ettari vitati in via Colle Fiorito, che altro non sono, se non la continuazione naturale del Ronco che in passato si estendeva a nord, su buona parte dell’attuale via San Rocchino.

Le uve erano vinificate nella casa che si trova sulla curva d’intersezione tra via Turati, Pusterla e San Rocchino. Le cantine, dismesse da tempo, ospitano una trattoria.

Dal 2004, vinifichiamo sperimentando a ogni vendemmia, poco più di dieci ettolitri di mosto ottenuti dal vitigno Invernenga (presente nella “Vigna del Castello”)ma coltivato a Cellatica. Proviamo a fare un vino che ci piaccia, che ci emozioni e che possa palesare l’unicità di un vitigno che un tempo, rappresentava la regola nella cultura vitivinicola di questo territorio. Perché ogni vino è un sistema, un confine che demarca una zona nella quale l’uomo esprime una precisa volontà. Un contenitore culturale che segna le sorti dello sviluppo di un’area geografica.

In passato, in Italia, il vino era fonte di sostentamento per ogni famiglia. Poi si è evoluto e in alcune sue espressioni è diventando un prodotto per certi versi elitario, come da modello francese. Dalla Francia ne abbiamo appreso il valore economico, senza capire però che lo stesso è imprescindibile dal valore storico-culturale che rappresenta una fonte inesauribile per la tutela paesaggistica di un territorio, senza il quale non è possibile creare vino. Quando si giunge in Champagne o in Borgogna, a nessuno può venire in mente che lì, si possa produrre qualcosa di diverso che non sia vino.

In Italia l’abbiamo capito tardi, solo dopo aver creato troppe fonti di reddito facilmente esauribili e, si è visto, irrimediabilmente dannose. Il vino è tempo, è sviluppo, è economia, è uno sfruttamento intelligente del territorio è una biblioteca del sapere, è un’appendice dell’uomo.

Serve un vino, un grande vino che con la sua immagine e con l’indotto economico che saprà sviluppare, avrà la funzione di salvaguardare e sviluppare ciò che di verde è rimasto in città e di raccontare Brescia nel mondo.

Sono certo che dalla Vigna del Castello si possa ottenere un vino straordinario sotto ogni punto di vista, organolettico e non. La vigna e il suo vino devono diventare qualcosa per cui un bresciano sia orgoglioso della sua città. La sua tutela è un esempio di buon senso e il suo sviluppo a vantaggio di tutti, una chiara garanzia.


Bikemob Brescia: e son soddisfazioni!

Anche questo è “Fare Territorio” come piace a me.

Straordinari tutti i ragazzi di Brescia per Passione che hanno saputo dare concretezza a un’idea, nata da un’esigenza e sviluppata da un incondizionato amore per il territorio, per Brescia.

Bravi!

P.S. Mi spiace per i frustrati da prestazione che vanno a cercare il buco di cellulite sul culo di Rosa Fumetto -ai tempi di un famoso spot- solo perché consapevoli di non poterlo mai toccare. Il risultato parla da sé.

TerroirVino: adoro le cose ben fatte

C’è poco da dire che non sia già stato detto, in merito a Terroirvino, la manifestazione che da sette anni(son di più?) Filippo Ronco organizza in quel di Genova. C’ero stato come curioso alla prima edizione e poi, causa impegni più o meno contingenti, ci sono tornato solo quest’anno in veste di espositore. Non sono (come ho già scritto ai ragazzi di Brescia per Passione, in merito allo strepitoso successo del bikemob tenutosi martedì in Piazza della Loggia) “capitan complimento” ma non posso esimermi dal dire che Terroirvino si è rivelata una manifestazione di assoluto spessore. Un’organizzazione perfetta, fatta di persone attente e capaci di intervenire prima che l’ombra di un problema potesse presentarsi. Molte manifestazioni più pompate ma costantemente ricche d’imperfezioni, dovrebbero prenderne spunto. Un pubblico interessato, lontano dai fenomenismi (solo uno si è espresso come un enogeobionaturoscienziatomondiale-super, sparando cose irripetibili) composto e interessato. Un luogo stupendo i Magazzini del Cotone al porto vecchio. Io e Arici siamo potuti arrivare in barca, guadando Oglio, Po’ e Scrivia, ormeggiando a vista proprio di fronte ai nostri occhi. ;-)

Bravi, perché ognuno ha potuto raccontare e far degustare tutto alla perfezione.

Photo di Lucia Bellini

Biciscatenate al Bike Mob di martedì 21 giugno

Le ragazze e i ragazzi di Brescia per Passione non rimangono immobili davanti all’ultima ordinanza voluta dal vicesindaco Rolfi che, per questioni di “decoro”, rimuove e multa le biciclette parcheggiate fuori dagli appositi spazi in stazione e in Corso Zanardelli. Per dire NO all’ordinanza che colpisce le biciclette, i mezzi di trasporto più deboli, abbiamo deciso di trovarci martedì 21 giugno in Piazza Loggia dalle ore 19.00 alle ore 20.00 per dar vita al Bike Mob. L’invito è esteso a tutti. Siamo contenti che altre associazioni e gruppi, che hanno aderito alla nostra iniziativa, parteciperanno alla manifestazione. La Rete e il passaparola ci stanno dando una grande mano. Le persone ci confermano con entusiasmo, sempre maggiore con il passare delle ore, che non mancheranno all’appuntamento. Animeremo la piazza con la nostra presenza di cittadini che credono che una città diversa possa crescere e svilupparsi. Sarà il nostro modo per dire tutti insieme: NO “ALL’ORDINANZA COLPISCILABICI” SI AD UNA CITTA’ CHE AMA LE BICICLETTE E VUOLE ESSERE BELLA, NON INQUINATA, PIU’ ORDINATA E VIVIBILE. Per partecipare è necessario portare una bicicletta, una catena e un messaggio personalizzato appeso sulla bici (possono ovviamente partecipare anche i pedoni). Cosa succederà lo vedremo lì. La manifestazione è il nostro modo pacifico per dire all’Amministrazione e alla cittadinanza che non si risolvono i problemi del decoro del centro cittadino “rimuovendo” le biciclette. Anzi, solo favorendone l’impiego e diffondendo la pedonalizzazione si possono cambiare radicalmente qualità e convivenza del centro. Questo è il bene che vogliamo. Ci vuole volontà e tempo da parte di tutti perchè si trovi il giusto equilibrio.

Brescia con Gusto 2011: Arici, Camossi e Togni nelle piazze di Brescia

Copio e incollo parte del testo presente sul sito della condotta Slow Food di Brescia, per ricordare che quest’anno saremo presenti con tutte e tre le aziende sparse per le piazze della città. La versione integrale del testo la potete trovare QUI.

G.A.

Undicesimo compleanno per ““Brescia con Gusto””. La Condotta Bresciana di Slow Food, con il patrocinio di Comune e Provincia di Brescia-Assessorato Agricoltura, Agriturismo e Alimentazione, ripropone l’evento che ha ormai conquistato i consumatori sensibili al rispetto dell’ambiente, della biodiversità e del buon gusto. Tante le novità di quest’anno, a partire dal percorso vegetariano, in cui protagoniste delle portate sono le eccellenze dell’agricoltura bresciana. L’appuntamento con gli itinerari del gusto è venerdì 10 giugno dalle 19.30 alle 23.00. Obiettivo della manifestazione è promuovere un movimento per la tutela ed il diritto al piacere, valorizzando e favorendo l’incontro tra quegli operatori del settore agroalimentare che, in linea con i principi di Slow Food, propongo prodotti “buoni, puliti e giusti”, ovvero piacevoli, creati nel rispetto della salute dell’ambiente e delle persone. Quest’anno, sono 105  le realtà coinvolte, tra produttori, ristoratori, cantine, pasticcerie, caffè,  selezionati da Slow Food, che partecipano gratuitamente alla realizzazione dei percorsi, costituendo una vera e propria filiera produttiva virtuosa.  Iristoratori, infatti, elaborano dei piatti preparati con le materie prime offerte dai produttori; ad ogni piatto, poi, è abbinato uno dei vini offerti dalle cantine partecipanti. I 5 percorsi-menù si concentrano nel cuore di Brescia, tra largo Formentone, piazza della Loggia e piazza Vittoria, passando per i portici di via X giornate. Protagonista di molti percorsi sarà anche Buonissimo, l’arcipelago del gusto, in cui saranno allestite diverse postazioni. Cuore della manifestazione è Piazza della Loggia, dove i 1000 partecipanti si ritroveranno prima di iniziare il percorso prescelto alla scoperta dei cibi e dei vini riservati loro lungo le 8 tappe. Ogni portata è accompagnata da un calice di vino, per un totale di circa  6/7 vini per percorso. Quest’anno la manifestazione è ancora più all’insegna dell’ecologia: tutti i piatti e le posate distribuite ai partecipanti sono inmateriale compostabile. Nel tradizionale kit che viene consegnato all’acquisto delle cartelle, i partecipanti troveranno anche le stoviglie, che dovranno conservare per tutto l’itinerario.

Itinerario “A”: Enrico Togni.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Itinerario “C”: Andrea Arici-Colline della Stella

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Itinerario “D”: Claudio e Dario Camossi

Monte Maddalena a Brescia: Disboscamento privo di senso

Continuo a non capire la politica, o meglio, continuo a non capire come si possano affidare a persone incompetenti certi compiti, certe decisioni. Voglio essere chiaro senza troppi giri di parole e riprendere sinteticamente, arrivando al nocciolo del problema, il post biblico (non si poteva fare a rate?) ma bellissimo, apparso su “Muro di Cani” e ripreso anche da Giovanni Armanini.

Si sta disboscando, senza creanza, il monte Maddalena in pieno centro città. Il più grande polmone verde di Brescia. La Maddalena fa parte delle Prealpi bresciane e misura 874m s.l.m. I dettagli li potete leggere nei blog sopra citati.

Ora voglio porre direttamente una serie di domande a chi ha preso queste decisioni e lo voglio fare come se fossimo due amici in un bar del centro.

Che cazzo hai nella testa, uccelli di cemento?

Quante città conosci che possano vantare di avere una montagna nel mezzo?

Hai mai pensato di integrarla e valorizzarla nei percorsi turistici?

Lo sai che la gente viene a Brescia grazie alle mostre al museo di Santa Giulia, ma finita la mostra, il turista non viene più fino a quella successiva (forse)?

Abbiamo un’opera della natura, come se fosse una mostra permanente e tu invece di valorizzarla e di progettarci qualcosa, ci fai la legna per l’inverno?

Dai da bravo, che con tutti i problemi d’inquinamento, cementificazioni assurde che in passato hai pure appoggiato con l’entusiasmo di un Unno, non c’è bisogno di togliere continuamente del verde! Cerca di gestirlo al meglio cazzo! No?

Per una volta, visto che qualcuno non l’ha fatto quando ha deciso di metterti al mondo, pensa al futuro. Impara ad amare il tuo territorio, se vuoi farci buona politica e vedrai che penserai a fare, invece che disfare per creare grottesche cazzate che palesano la tua incompetenza. Prova a metterti in discussione e vedrai, con tuo immenso stupore, che esistono persone più competenti di te e che potrebbero aiutarti per evitare delle figuracce simili. Pensaci.

Ah, il caffè lo paghi tu.