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	<title>Commenti a: Franciacorta: tra prezzi al ribasso e qualità dell&#8217;industria(risposta a un quesito non esplicito).</title>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Arcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 08:08:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non l&#039;ho preso come un attacco, ma era solo per farti capire che non si può fare di tutta l&#039;erba (di tutto un territorio) un fascio. Un produttore che dice quelle cose è giusto che chiuda la sua cantina e che si dedichi ad altro, invece di creare danni a tutti i colleghi. 
Non ho la certezza scientifica che ogni territorio abbia potenziale per produrre grande vino, ma ti posso assicurare che nella provincia di Brescia esistono territori il cui potenziale è sfruttato al 20% e pure male.
Sui &quot;vini naturali&quot; sto preparando un post per la prossima settimana...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non l&#8217;ho preso come un attacco, ma era solo per farti capire che non si può fare di tutta l&#8217;erba (di tutto un territorio) un fascio. Un produttore che dice quelle cose è giusto che chiuda la sua cantina e che si dedichi ad altro, invece di creare danni a tutti i colleghi.<br />
Non ho la certezza scientifica che ogni territorio abbia potenziale per produrre grande vino, ma ti posso assicurare che nella provincia di Brescia esistono territori il cui potenziale è sfruttato al 20% e pure male.<br />
Sui &#8220;vini naturali&#8221; sto preparando un post per la prossima settimana&#8230;</p>
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		<title>Di: il chiaro</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-920</link>
		<dc:creator><![CDATA[il chiaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 19:01:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[certo che vendo vino, ma commercialmente son negato.

uhè non prenderlo come un attacco a Arici e Camossi, non è mia intenzione.

Il produttore che dice che lo fa meglio dello champagne è il primo che rischia di dover svendere con un bel 1+1 proprio perchè perde coscienza della realtà e pensando di esser meglio spara cifre come se fosse transalpino.

Territorio: ma qualsiasi territorio ha la dignità di raggiungere lo status di territorio eno-importante?
Io dico di no.

Sui vini naturali e le bio-qualcosa mi spieghi meglio il tuo pensiero?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>certo che vendo vino, ma commercialmente son negato.</p>
<p>uhè non prenderlo come un attacco a Arici e Camossi, non è mia intenzione.</p>
<p>Il produttore che dice che lo fa meglio dello champagne è il primo che rischia di dover svendere con un bel 1+1 proprio perchè perde coscienza della realtà e pensando di esser meglio spara cifre come se fosse transalpino.</p>
<p>Territorio: ma qualsiasi territorio ha la dignità di raggiungere lo status di territorio eno-importante?<br />
Io dico di no.</p>
<p>Sui vini naturali e le bio-qualcosa mi spieghi meglio il tuo pensiero?</p>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-918</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Arcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 16:47:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non vendi il vino??
Capitolo territorio: concordo con te sulle biocagate e i vini naturali(un vino non è naturale). Vedi, se hai una cultura vinicola, puoi certamente renderti conto di chi ti racconta idiozie e chi no. Il territorio è una cosa, il terroir è un&#039;altra. Non fare confusione, altrimenti parlare non serve a nulla.

Se tu vai da un produttore della Franciacorta che ti racconta una stronzata tipo “ormai lo facciamo come, se non meglio del loro” prendi le tue cose e levati dalle palle. Dovresti capire da solo che stai perdendo tempo. O devo suggerirti anche questo?? 
Io rivendico l&#039;italianità dei vini che i miei contadini producono. Li chiamiamo Dosaggio Zero e non con francofoni termini.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vendi il vino??<br />
Capitolo territorio: concordo con te sulle biocagate e i vini naturali(un vino non è naturale). Vedi, se hai una cultura vinicola, puoi certamente renderti conto di chi ti racconta idiozie e chi no. Il territorio è una cosa, il terroir è un&#8217;altra. Non fare confusione, altrimenti parlare non serve a nulla.</p>
<p>Se tu vai da un produttore della Franciacorta che ti racconta una stronzata tipo “ormai lo facciamo come, se non meglio del loro” prendi le tue cose e levati dalle palle. Dovresti capire da solo che stai perdendo tempo. O devo suggerirti anche questo??<br />
Io rivendico l&#8217;italianità dei vini che i miei contadini producono. Li chiamiamo Dosaggio Zero e non con francofoni termini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: il chiaro</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-917</link>
		<dc:creator><![CDATA[il chiaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 16:31:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://terrauomocielo.org/?p=1223#comment-917</guid>
		<description><![CDATA[In verità io non ho nessuna conoscienza commerciale, ma se tu parli di prezzi non puoi aspettarti che qualcuno ti risponda in modo romantico.

Capitolo territorio.
C&#039;è stata l&#039;ondata della barrique, poi quella del vitigno internazionale, subito in scia l&#039;autoctono (che io preferirei chiamare tradizionale), poi la negazione della barrique, di traverso ci son stati i rotomaceratori, a seguire il bio-stacippa e il più talebano bio-staminchia e ancora i vini naturali e quelli veri, i bianchi macerati sulle bucce e quelli affinati in anfora, adesso c&#039;è il territorio, anzi il terroir, tutti carri su cui molti son saliti per cavalcare la tigre finchè riusciva a galoppare, sono argomenti commerciali travestiti da poesia, armi per vendere qualche cartone in più.

capitolo champagne-franciacorta.
chi è stato il primo a parlare di champagne? il bravo produttore franciacortino.
Adesso (in nome della tigre territorio e di quei cartoni in più), in tutti i proclami ufficiali si sbandiera la propria diversità dai francesi, ma in molte cantine, quqndo si è a quattrocchi con il produttore la frase &quot;ormai lo facciamo come, se non meglio del loro&quot; è abbastanza usuale.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In verità io non ho nessuna conoscienza commerciale, ma se tu parli di prezzi non puoi aspettarti che qualcuno ti risponda in modo romantico.</p>
<p>Capitolo territorio.<br />
C&#8217;è stata l&#8217;ondata della barrique, poi quella del vitigno internazionale, subito in scia l&#8217;autoctono (che io preferirei chiamare tradizionale), poi la negazione della barrique, di traverso ci son stati i rotomaceratori, a seguire il bio-stacippa e il più talebano bio-staminchia e ancora i vini naturali e quelli veri, i bianchi macerati sulle bucce e quelli affinati in anfora, adesso c&#8217;è il territorio, anzi il terroir, tutti carri su cui molti son saliti per cavalcare la tigre finchè riusciva a galoppare, sono argomenti commerciali travestiti da poesia, armi per vendere qualche cartone in più.</p>
<p>capitolo champagne-franciacorta.<br />
chi è stato il primo a parlare di champagne? il bravo produttore franciacortino.<br />
Adesso (in nome della tigre territorio e di quei cartoni in più), in tutti i proclami ufficiali si sbandiera la propria diversità dai francesi, ma in molte cantine, quqndo si è a quattrocchi con il produttore la frase &#8220;ormai lo facciamo come, se non meglio del loro&#8221; è abbastanza usuale.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlos Mac Adden</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-916</link>
		<dc:creator><![CDATA[Carlos Mac Adden]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 12:30:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&quot;E’ vero, bisogna creare una domanda basata su una vera cultura vinicola, ma allora ti provoco ancora: sei sicuro che una volta formata questa cultura non si vada tutti a bere in Francia?&quot;

Questa sì che non l&#039;ho capita, perchè mai? Se esistesse una domanda basata su una vera cultura vinicola si andrebbe (si berrebbe) in Francia, In Italia, in Germania (riesling docet) come ho scritto sulla mia pagina in Facebook, in Spagna, in Libano e via dicendo ...
Se poi restringiamo il campo agli spumanti elaborati con metodo classico il discorso, a mio avviso, non cambia: i Franciacorta, gli Champagne, i Cava hanno tutti qualcosa da dire, qualcosa che è diverso per ogni territorio, e all&#039;interno di questo diverso per ogni produttore. Poi, poesia e romanticismo a parte, in ogni luogo ci sono prodotti buoni e meno buoni, eccellenze e ciofeche, ma credo che almeno su questo punto tutti siano d&#039;accordo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E’ vero, bisogna creare una domanda basata su una vera cultura vinicola, ma allora ti provoco ancora: sei sicuro che una volta formata questa cultura non si vada tutti a bere in Francia?&#8221;</p>
<p>Questa sì che non l&#8217;ho capita, perchè mai? Se esistesse una domanda basata su una vera cultura vinicola si andrebbe (si berrebbe) in Francia, In Italia, in Germania (riesling docet) come ho scritto sulla mia pagina in Facebook, in Spagna, in Libano e via dicendo &#8230;<br />
Se poi restringiamo il campo agli spumanti elaborati con metodo classico il discorso, a mio avviso, non cambia: i Franciacorta, gli Champagne, i Cava hanno tutti qualcosa da dire, qualcosa che è diverso per ogni territorio, e all&#8217;interno di questo diverso per ogni produttore. Poi, poesia e romanticismo a parte, in ogni luogo ci sono prodotti buoni e meno buoni, eccellenze e ciofeche, ma credo che almeno su questo punto tutti siano d&#8217;accordo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-915</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Arcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:54:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Beh, mi dai la tua disponibilità per il giro con il Chiaro??]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, mi dai la tua disponibilità per il giro con il Chiaro??</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico togni viticoltore di montagna</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-914</link>
		<dc:creator><![CDATA[enrico togni viticoltore di montagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:39:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[lo so che tra moglie e marito è meglio non mettere il dito, ma se posso dico la mia visto che sono stato tirato in ballo.
Caro Chiaro, mi spiace ma non sono molto d&#039;accordo con quello che dici.
Piazzale Arnaldo è un mercato di riferimento solo per chi fa del marketing la parte centrale di un&#039;azienda vitivinicola.
Sicuramente è una parte importante, ma non la più importante, fino a prova contraria il vino lo si fa con l&#039;uva, e l&#039;uva è la sintesi di un territorio.
Bere franciacorta, Champagne e altre denominazioni blasonate (per es. Valcamonica) non vuol dire bere il vino più famoso e conosciuto, quello trendy o glamour, quello con l&#039;etichetta figa e la bottiglia importante, ma vuol dire bere un territorio nelle sue mille sfaccettature.
così bere un pirlo non vuole semplicemente dire bere un bianco col campari o con l&#039;aperol, ma vuol dire bere Brescia, la sua storia e le sue tradizioni.
Chi sa queste cose inorridisce davanti ad un pirlo a 6 euro (che poi è tanto ghiaccio...).
Riguardo all&#039;etica poi mi riferivo al fatto che ormai nessuno più rispetta il territorio, tutte le cantine hanno una gamma che va dal bollicine al passito o al vino liquoroso, passando per i bianchi e i rossi importanti, ma questo non è possibile.
Forse solo nel regno di Oz da uno stesso territorio si possono ottenere così tanti prodotti differenti.
L&#039;etica secondo me sta nel fatto di resistere alle tentazioni delle vendite facili e non durature, sta nel cercare di costruirsi una propria identità fondata sulle potenzialità  proprie e della propria terra:]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lo so che tra moglie e marito è meglio non mettere il dito, ma se posso dico la mia visto che sono stato tirato in ballo.<br />
Caro Chiaro, mi spiace ma non sono molto d&#8217;accordo con quello che dici.<br />
Piazzale Arnaldo è un mercato di riferimento solo per chi fa del marketing la parte centrale di un&#8217;azienda vitivinicola.<br />
Sicuramente è una parte importante, ma non la più importante, fino a prova contraria il vino lo si fa con l&#8217;uva, e l&#8217;uva è la sintesi di un territorio.<br />
Bere franciacorta, Champagne e altre denominazioni blasonate (per es. Valcamonica) non vuol dire bere il vino più famoso e conosciuto, quello trendy o glamour, quello con l&#8217;etichetta figa e la bottiglia importante, ma vuol dire bere un territorio nelle sue mille sfaccettature.<br />
così bere un pirlo non vuole semplicemente dire bere un bianco col campari o con l&#8217;aperol, ma vuol dire bere Brescia, la sua storia e le sue tradizioni.<br />
Chi sa queste cose inorridisce davanti ad un pirlo a 6 euro (che poi è tanto ghiaccio&#8230;).<br />
Riguardo all&#8217;etica poi mi riferivo al fatto che ormai nessuno più rispetta il territorio, tutte le cantine hanno una gamma che va dal bollicine al passito o al vino liquoroso, passando per i bianchi e i rossi importanti, ma questo non è possibile.<br />
Forse solo nel regno di Oz da uno stesso territorio si possono ottenere così tanti prodotti differenti.<br />
L&#8217;etica secondo me sta nel fatto di resistere alle tentazioni delle vendite facili e non durature, sta nel cercare di costruirsi una propria identità fondata sulle potenzialità  proprie e della propria terra:</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-913</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Arcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:30:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ho capito dove stia la contraddizione (chiedo a chiunque di aiutarmi a trovarla) comunque ne prendo atto. Perchè continui a confrontare Champagne e Franciacorta? Sono due territori diversi.
Ognuno beve quello che vuole, ma prima deve avere i mezzi per conoscere ogni cosa, a cominciare dalla differenza tra un territorio e l’altro. Cosa bere dev’essere una scelta consapevole e non una questione di pubblicità e falsi miti.
In centro il pirlo costa 3 euro perchè da sempre, chi conosce sa che non può costare di più.
Cazzo Chiaro, il coefficiente di socializzazione mi mancava! Però mi piace come concetto da approfondire certamente. In città ci sono 170000 bresciani e in Piazzale Arnaldo ti garantisco che non vengono in molti, almeno non quelli che vogliono bere in un certo modo. Per me non è un mercato di riferimento, in quanto se per entrare in uno di quei locali bisogna applicare scale sconti svilenti per il vino stesso, ci rinuncio. Parliamo della qualità delle persone che fanno mescita? Tempo di spendere mezza parola sul vino che ti servono? Non lo conoscono nemmeno loro ciò che vendono, se non per il nome altisonante.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito dove stia la contraddizione (chiedo a chiunque di aiutarmi a trovarla) comunque ne prendo atto. Perchè continui a confrontare Champagne e Franciacorta? Sono due territori diversi.<br />
Ognuno beve quello che vuole, ma prima deve avere i mezzi per conoscere ogni cosa, a cominciare dalla differenza tra un territorio e l’altro. Cosa bere dev’essere una scelta consapevole e non una questione di pubblicità e falsi miti.<br />
In centro il pirlo costa 3 euro perchè da sempre, chi conosce sa che non può costare di più.<br />
Cazzo Chiaro, il coefficiente di socializzazione mi mancava! Però mi piace come concetto da approfondire certamente. In città ci sono 170000 bresciani e in Piazzale Arnaldo ti garantisco che non vengono in molti, almeno non quelli che vogliono bere in un certo modo. Per me non è un mercato di riferimento, in quanto se per entrare in uno di quei locali bisogna applicare scale sconti svilenti per il vino stesso, ci rinuncio. Parliamo della qualità delle persone che fanno mescita? Tempo di spendere mezza parola sul vino che ti servono? Non lo conoscono nemmeno loro ciò che vendono, se non per il nome altisonante.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-912</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Arcari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io penso che tu abbia una conoscenza meramente commerciale del vino. Il concetto di territorio ti è ancora sconosciuto, quindi ti offro un&#039;opportunità: una giornata con me ed Enrico tra la Franciacorta, con Arici e i Camossi e la Vallecamonica, per farti capire cosa intendiamo per etica. Non berremo un goccio di vino e ci muoveremo con la tua macchina. Attendo conferma da Enrico.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che tu abbia una conoscenza meramente commerciale del vino. Il concetto di territorio ti è ancora sconosciuto, quindi ti offro un&#8217;opportunità: una giornata con me ed Enrico tra la Franciacorta, con Arici e i Camossi e la Vallecamonica, per farti capire cosa intendiamo per etica. Non berremo un goccio di vino e ci muoveremo con la tua macchina. Attendo conferma da Enrico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: il chiaro</title>
		<link>http://terrauomocielo.org/2010/01/19/franciacorta-tra-prezzi-al-ribasso-e-qualita-dellindustriarisposta-a-un-quesito-non-esplicito/#comment-910</link>
		<dc:creator><![CDATA[il chiaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 21:28:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://terrauomocielo.org/?p=1223#comment-910</guid>
		<description><![CDATA[volevo ampliare la discussione rifacendomi al post di Enrico Togni nella discussione precedente dove parlava di etica.
Me lo son sempre chiesto: premesso che chiunque debba comportarsi onestamente (e qua c&#039;è dentro veramente tanta roba), cosa ha a che fare l&#039;etica con il mercato? Cioè, se gia mi comporto onestamente, come quali/quanti-fico l&#039;etica nel mercato?

Vi prego non mi si risponda tirando in ballo l&#039;Africa, quelli che muoiono di fame e altre storture del nostro mondo, si cerchi di stare nella realtà in cui viviamo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo ampliare la discussione rifacendomi al post di Enrico Togni nella discussione precedente dove parlava di etica.<br />
Me lo son sempre chiesto: premesso che chiunque debba comportarsi onestamente (e qua c&#8217;è dentro veramente tanta roba), cosa ha a che fare l&#8217;etica con il mercato? Cioè, se gia mi comporto onestamente, come quali/quanti-fico l&#8217;etica nel mercato?</p>
<p>Vi prego non mi si risponda tirando in ballo l&#8217;Africa, quelli che muoiono di fame e altre storture del nostro mondo, si cerchi di stare nella realtà in cui viviamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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